L’igienista dei bambini

Ho sempre amato e apprezzato l’approccio educativo pedagogico con i miei piccoli pazienti, fin dall’inizio della mia carriera inizialmente come assistente odontoiatrica, ogni qualvolta si presentava un bambino in studio era una festa.

Questa “vocazione” l’ho avuta sin da piccola e ho voluto portarla oltre che nella mia quotidianità, anche a lavoro. Nelle mille esperienze che ho avuto anche come soccorritore volontario 118 che mi ha sensibilizzato molto; sono riuscita anche a diventare indispensabile negli studi proprio per il mio modo di fare empatico e al contempo professionale. Tutti i corsi, la Laurea in Scienze dell’educazione infantile e i master hanno in comune una cosa sola: “la comunicazione deve essere sempre su misura e adattata al mio interlocutore”. Quando ci approcciamo ad un bambino, dobbiamo metterci al suo stesso livello in modo da poter capire esattamente.

Non solamente con la comunicazione verbale ma anche con quella non verbale, non dobbiamo guardare il bambino dall’alto verso il basso, ma dobbiamo inginocchiarci e guardarlo direttamente in visto alla sua stessa altezza, sorridendo, mostrando e conoscendo insieme la “fantastica poltrona volante”.

Ho sempre pensato che l’approccio pedagogico in odontoiatria sia volto a superare l’ansia da poltrona, attraverso la comunicazione empatica e l’educazione alla salute, il professionista trasforma la visita in un percorso di apprendimento, rendendo il paziente consapevole e collaborativo.

Le tecniche principali su cui si fonda questo approccio includono:

  • Tell-Show-Do (Racconta-Mostra-Fai): L’odontoiatra o l’igienista spiega con parole semplici lo strumento che si andrà ad utilizzare e lo mostra in azione (sulla mano o nell’aria) e infine lo utilizza nel cavo orale.
  • Desensibilizzazione: Tecnica che riduce la tensione avvicinando gradualmente il paziente ai trattamenti, anche solo far vedere le prime volte o far sedere il pazientino è un piccolo passo verso la visita vera e propria. La cosa fondamentale a mio avviso è partire da procedure innocue ed esplorative fino ad arrivare a quelle più complesse.
  • Rinforzo Positivo: Elogi e gratificazioni (verbali o piccoli premi simbolici) per premiare i comportamenti collaborativi, cosa fondamentale? IL DIALOGO
  • Gestione del Genitore: Coinvolge anche il Caregiver, educandolo a non trasmettere ansie inconsce e a mantenere un clima di sicurezza. Sappiamo inoltre che i bambini devono avere una loro indipendenza nell’igiene domiciliare, ma hanno bisogno di una supervisione di un adulto finché non sono autonomi e autosufficienti nel IOD, pertanto è necessaria la loro presenza non solo a fini tutelativi ma anche proprio per la loro salute dentale.
  • Role-Playing: Coinvolgere il bambino attraverso i giochi di ruolo, ad esempio facendo visitare prima il peluche preferito, per responsabilizzarlo e renderlo protagonista della seduta

Questi metodi permettono di prevenire i traumi legati alle cure dentistiche e di instaurare un rapporto di fiducia duraturo tra medico e paziente.

Serena Mastronardi – Igienista Dentale

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