Dopo 24 anni come ASO e segretaria ho imparato che le giornate che scorrono lisce non sono mai un caso perché dietro un’agenda organizzata, un team affiatato, un paziente soddisfatto, c’è sempre una decisione presa da qualcuno, anche quando noi ne vediamo solo il risultato.
Per me essere preparata non è mai stato solo conoscere le procedure cliniche o amministrative. È capire quello che faccio e soprattutto perché lo faccio. Quando mi trovo davanti a qualcosa che non conosco, anziché evitarla, il primo istinto è capirla.
Così ho iniziato a farmi domande: come si organizza davvero uno studio odontoiatrico? Perché certe scelte vengono prese in un modo e non in un altro? Perché alcune giornate funzionano da sole e in altre basta un imprevisto per mandare tutto e tutti in confusione?
Ho lavorato spesso in realtà in cui i ruoli non erano chiaramente separati: l’ASO si trovava così a svolgere anche attività di segreteria e col tempo mi sono trovata a gestire lo studio a 360 gradi: agenda, pazienti, staff, collaboratori, magazzino e scadenzario. Questo mi ha spinta a cercare di capire ancora di più il punto di vista del titolare: le motivazioni dietro un investimento, un cambiamento organizzativo, una diversa gestione dell’agenda.
C’era però una parte che non avevo mai avuto modo di esplorare davvero: quella amministrativa e contabile. Da poco mi occupo anche della rendicontazione mensile di entrate e uscite e questa nuova esperienza mi sta facendo capire quanto conti sapere cosa succede dietro le quinte. Dietro ogni scelta non ci sono solo numeri ma persone, responsabilità, una visione che fa crescere lo studio e mantiene alta la qualità del servizio.
È in quel momento che ho sentito il bisogno di aggiungere un tassello in più e ho deciso di acquistare il libro “Clinic Manager Odontoiatrico”, non perché voglia cambiare ruolo ma perché voglio capire fino in fondo quello che già faccio ogni giorno.
Credo che un’ASO o una segretaria che conoscono anche i meccanismi organizzativi dello studio lavori con più consapevolezza, collabori meglio con il team e affronti le difficoltà quotidiane con più serenità. Per me la formazione non è mai stata una gara a chi sa di più tuttavia è un modo per sentirmi più pronta ogni volta che entro in studio. Credo fermamente che la preparazione sia una forma di rispetto verso il paziente, verso il professionista che deve poter contare su un team organizzato, verso i colleghi e anche verso se stessi.
Non so ancora quante risposte troverò in questo libro. So però che ogni volta che scelgo di studiare lo faccio con l’obiettivo di crescere come professionista. E se qualcosa di quello che imparo potrà essere utile a un’altra collega, condividerlo sarà il modo più bello per dare senso a questo percorso, perché crescere vale ancora di più quando aiuta qualcun altro a lavorare con più fiducia nelle proprie capacità.